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Poesia. Scrive T. Pieragnolo che la società era impreparata ad accogliere questa poetessa nella sua essenza (p. 31), ma nessuna società, per quanto emancipata, è su misura del mondo interiore di un individuo, e specialmente di un poeta. Mondo ideale e reale non coincidono, non possono coincidere. Ciò che importa è l’intelligenza di chi sa cogliere le intuizioni dello spirito e, pur trasferite in altra dimensione, farne fermento vitale. La Odio (San Josè di Costa Rica 1919 - Città del Messico 1974) morì miseramente in solitudine: il suo corpo fu rinvenuto dieci giorni dopo il decesso. Non è questo il segno dell’assoluta dicotomia tra l’io e il mondo? Conta o no la bellezza di fronte alla putrefazione? La natura purifica anche quest’ultima; ne è intessuta la poetica dell’autrice: ‘Questo è il bosco | e qui il mio cuore’ (p. 21).

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