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Saggistica. La rivoluzione del titolo è dettata dal buon senso, anzi dal Minimo Comune Buon Senso: l’autore ipotizza una società nella quale ci sia la piena partecipazione di tutti i suoi componenti. L’opera è sostanzialmente divisa in due parti: nella prima, più ampia, vengono affrontati i numerosi problemi che si incontrano anche nel vivere quotidiano, e poiché l’attuale democrazia appare insufficiente si dovrà realizzare una teledemocrazia; la seconda è una specie di racconto che mostra i benefici di tale soluzione. Utopia? forse no, però, osservando i fatti altrui e di casa nostra, si ha l’impressione che il buon senso non sia moneta corrente.

Recensione
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