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Epistolografia.
Scrive il Pellico alla poetessa che ‘il componimento è degno di lei’ (lettera
del 25-VII-1845): in che modo va intesa questa asserzione? Le terzine di
Addio ai Piemontesi incontrano alcune critiche, sia per i concetti che per
la forma, es. ‘Quando il secondo italo paradiso?’ verso giudicato ‘non ben
sonante’, e in effetti faticoso: se si opera sinalefe si ha un impervio accento
ribattuto (4cón 5do^ì), a meno che si voglia far slittare
l’accento con diastole su ta. E poi gli ipermetri, es. ‘Da questa gleba
quasi giganti sorti’ o ‘Di quest’italo vaghissimo giardino’ — dodici sillabe.
Peraltro nei settenari scritti dal Pellico per l’album della Olivetti il 4° è
ipermetro: ‘regnino nel tuo pensier’, riducibile col troncamento regnin.
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Recensione |
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Silvio Pellico. Lettere alla poetessa fiorentina Nina Olivetti
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saggistica
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| Autori |
| • | Cristina Contilli |
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Edizione:
Lulu Enterprises
London 2009 |
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| Edizione cretica e introduzione dell’autore - pp. 20 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.7/2009
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