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Epistolografia. Scrive il Pellico alla poetessa che ‘il componimento è degno di lei’ (lettera del 25-VII-1845): in che modo va intesa questa asserzione? Le terzine di Addio ai Piemontesi incontrano alcune critiche, sia per i concetti che per la forma, es. ‘Quando il secondo italo paradiso?’ verso giudicato ‘non ben sonante’, e in effetti faticoso: se si opera sinalefe si ha un impervio accento ribattuto (4cón 5do^ì), a meno che si voglia far slittare l’accento con diastole su ta. E poi gli ipermetri, es. ‘Da questa gleba quasi giganti sorti’ o ‘Di quest’italo vaghissimo giardino’ — dodici sillabe. Peraltro nei settenari scritti dal Pellico per l’album della Olivetti il 4° è ipermetro: ‘regnino nel tuo pensier’, riducibile col troncamento regnin.

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