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Poesia. A sei anni da ‘Una notte e lo specchio’ (v.) la Borgini presenta un volume che segue le precedenti indicazioni, più di stile che formali: infatti qui si nota una maggiore libertà, con testi anepigrafi od organizzati secondo strutture nuove, come i Trittici. Se è accettabile quanto scrive Mezzasalma, di una poesia della memoria, il filo espressivo, ideale e personale unifica ed è riportato al presente quale atto creativo, e perfino lessicale – ‘Quel silenzio numinoso di attesa’ (p. 25) – con forte incidenza dei sentimenti. Le infinite sfaccettature di cui si sostanzia quest’opera è la ‘parola che rinasce’ (p. 93). Alle pp. 105-106 una singolare composizione ispirata alla Sinfonia liturgica di Honegger, il cui De Profundis lo stesso musicista definiva ‘Méditation douloureuse de l’homme abandonné par la divinité’.

Recensione
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