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Saggistica. Che l’interesse per Ungaretti sia tutt’oggi vivo (tanto da creare poeticamente epigoni a non finire) lo dimostra il saggio di Giachery, sempre attento ai valori di contenuto, ossia di messaggio, ‘introducendosi’ nel testo con idonei strumenti critico-linguistici: l’interpretazione che dà della lirica ungarettiana O notte penetra a fondo nel tessuto espressivo (e poetico). Da parte nostra ci vien da notare l’emergere di alcuni settenari con tendenza ad accenti ribattuti, per esempio nel v. 12 ‘E già sono deserto’, dove per mantenere il ritmo giambico si dovrebbe operare diastole (sonò), o eseguire il verso come anapestico attenuando il forte accento su già.

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