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A sensi congiunti

Poesia. “e in punta di penna e lingua” scrive l’autrice (p. 8): poemetto in cui ogni testo anche se anepigrafo prefigura un’autonomia.

La sottigliezza semantica nasce dal particolare che progetta sul verso momenti incidentali se non fortuiti: “(nel)l’opposta metà” (p. 10). La scrittura procede allora verso un “territorio oscuro”? — cfr. p. 11: ignoto, diciamo noi, o virtuale. Conviene, in qualsiasi àmbito, sfuggire alle iperboli che i sensi tradotti in parole a volte contengono; cresce perciò lo spazio romantico (Preghiera) e, per chi cerca l’eleganza grafica, si rende opportuno cogliere in anticipo la coincidenza o affinità tra eros e bellezza (p. 22).

Se una prima parte testuale contiene ‘increspature’ liriche, è inevitabile che la seconda sia discendente (p. 28). Un esempio di prosa poetica – dunque stichi e non versi – chiude la raccolta.

Recensione
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