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Abitare poeticamente la terra

Saggistica. Il titolo prende spunto da un passo di Hölderlin, passo ripreso e commentato da Heidegger in Hölderlin und wesen des Dichtung (1937): necessita segnalare con l’occasione che qualsiasi poesia è in pratica criptica e nel caso di Hölderlin tale senso interiore è ancor più marcato, fino a essere indecifrabile, almeno secondo gli strumenti di cui si dispone.

La vasta (e profonda) conoscenza che ha Giachery a confronto del critico, perlopiù sprovveduto e forse inadatto a recensire determinate opere, non permette quindi da parte del critico una disamina che apporti qualche contributo originale, ma deve ovviamente rifarsi a un riferire, con note da prendersi con la dovuta attenzione secondo la fonte da cui provengono: questo per ciò che ci riguarda. Si potrebbe intanto dissentire dal pensiero di Rilke che per scrivere versi occorra per forza visitare città ed entrare in regni naturali ancorché ipotetici: nel primo caso ci sovviene la Dickinson, chiusa tra casa e giardino. Conviene semmai valutare come tanti scrittori e poeti – l’esempio proviene da Elio Fiore – vengano poi dimenticati o ‘scoperti’ (si fa per dire) da coraggiosi esploratori della letteratura.

E non possiamo che concordare con l’autore a proposito dello “spiccato egocentrismo e narcisismo di molti poeti” i quali, solo per il fatto di scrivere versi pensano di elevarsi anche umanamente sui comuni mortali, concetto che non tiene conto di un certo intelligente pragmatismo: ci si deve quindi chiedere quale sia l’incidenza della parola poetica nella realtà. Un’altra condivisione la troviamo nel puer aeternus (p. 22) che tuttavia consideri la differenza fra attività sociale e dimensione dello spirito. Con quest’ultima asserzione si collega il pensiero di Marsilio Ficino: l’anima è parte o no della materia, o è solo una illusione individuale?

A nostro avviso Giachery possiede quella volontà che illumina sfuggendo ai “tabù di moda” per fissare un momento intenzionale, che sia poi memoria o elaborazione mentale ha una importanza relativa: per il momento egli ci dona pagine di grande bellezza, di quel segno che va oltre la semplice presenza o la presa oggettiva delle cose.

Recensione
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