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Alle radici del principio

Poesia. Dopo aver letto l’introduzione dell’editore viene spontaneo chiedersi quale sia la cifra particolare della raccolta, forse un lirismo di tipo religioso? Ma se andiamo ad approfondire il continuum dei versi si nota un’origine quasi magmatica, una forza della natura – intesa qui nelle sue molteplici sfaccettature – che fa emergere i significati attraverso la ribollente e densa materia linguistica.

L’anima del mondo sarebbe la bellezza: qualora nella realtà delle cose non venisse trovata dobbiamo cercarla proprio nella poesia, ultima ratio della parola. Con tutto ciò l’esito non è di fatto consolatorio, ma ci impone diverse domande: quale libro, considerato anche nella sua funzione di conoscenza aprendo per l’appunto spazi interpretativi, non lo farebbe?

La scrittura quindi costituisce spesso una fuga nella interiorità che tuttavia racchiude una visione più estesa dove il fattore biologico viene assorbito dal dato strettamente poetico. La grazia prelude allora a un canto nuovo [Cantate Domino canticum novum], cioè il canto del silenzio, in cui tutto si perpetua senza incrinarsi e diviene ponte tra tempi e luoghi. Tecnicamente notiamo un versicolo che chiude diverse composizioni, ed è questa una caratteristica individuale forse minore ma certo connotativa dello stile.

La fede non esclude la scienza, lo certifica il passo centrale de La luna la cui compattezza semantica predispone alla ricerca della verità, che non è soltanto in un aspetto, ma nel molteplice compenetrarsi tra elemento oggettivo e ideale.

Recensione
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