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Asincrono scacchiere. Poesie scelte (1962-2015)

Poesia. Con la prefazione di uno dei più autorevoli critici contemporanei, né poteva essere altrimenti, questa raccolta si divide sostanzialmente in due parti: la prima con una scelta dalle varie sillogi uscite dal 1978 ad oggi, la seconda con testi recenti. Se pur una cronologia assoluta non è possibile, almeno in questa sede, apprendiamo che appena undicenne l’autrice si dedicava alla poesia, che diverrà poi elemento fondamentale della sua personalità.

Partendo quindi da Porto antico – aggettivo che si riverbera lessicalmente – possiamo notare una ‘fuga’ dalle soluzioni ovvie, tenendo presente che siamo spesso sul piano delle potenzialità, già però ampiamente notate. Due anni dopo con Bramiti, suggestione di un regno cui tutti apparteniamo, l’acume linguistico si accresce.

C’è poi un arco ‘vuoto’ di alcuni anni, finché ritroviamo da Serpe amica, che definisce il contenuto dalla precedente raccolta; più corposa si fa la struttura semantica, mantenendo sempre quella trasparenza che è un dato essenziale e mai verrà disatteso; semmai è la natura a dilatare il suo influsso, prima ancora di inserire gli aspetti squisitamente formali. Perciò Semiminime e Per erbe più chiare (1988) tendono a integrare ogni sostrato, sia naturistico che intellettualmente descrittivo. Le opere successive, come Nóstoi o Fatalgía (1998) per fare due esempi, consolidano una struttura che diviene in certi tratti forma mentis dando all’invenzione poetica quella svolta che viene quasi da una predestinazione.

Nel nuovo millennio la linea non si spezza, Memodía è infatti un caposaldo che proseguendo nel tracciato dimostra però come sia possibile un continuo rinnovamento del tessuto linguistico, un ‘mare’ entro cui cogliere l’infinità speculare delle onde o i colori dell’orizzonte. Dopo Consapevolvenze (2015) la presente silloge sotto la parte eponima raccoglie testi in parte datati che andrebbero approfonditi nella loro identità formale e di contenuti: da una prima ‘impressione’ si avverte che il concetto di ‘esclusione’ per ciò che riguarda le parole nella loro realtà espressiva e anche fonetica si è adeguato a prospettive diverse, e qui sta l’originalità dello stile, mutare ma entro la sfera ideale e psicologica riflessa nel mondo verbale.

Recensione
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