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Attraversandomi

Poesia. A due mesi dalla precedente raccolta (Personale Eden) ci si chiede quali varianti succedono in una scrittura di per sé coesa: qui rientra il concetto di cronologia. La tecnica cambia di poco: a volte si incontrano i due punti o le univerbazioni. È il tema che messo a fuoco mostra altre sfaccettature, per cui la mobilità delle soluzioni segue l’idea originaria.

L’autrice introduce il Tempo, entità astratta, che condiziona anche la scrittura ma in modo indipendente dalle sue coordinate. Da ciò si tende a diminuire la razionalità (pp. 21 e 33) in favore di una liberazione a-temporale, la cui cifra stilistica non subisce influssi. La città ‘eterna’ stimola riflessioni che ripetono trascorse esperienze, cercando di istituire l’analogia amore-bellezza (p. 27); alla fine però è la trasposizione fantastica del dato reale a emergere, e viceversa (pp. 39 e 41). Quel timbro “in poesia inizia l’eterno” posto in prima pagina ci parla: occorre senz’altro dargli ascolto.

Recensione
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