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Beviamone un bicchiere. Il vino nei libretti d’opera

Saggistica. Frutto di una imponente ricerca su centinaia di libretti d'opera e lavori specialistici, il saggio rileva l’importanza del vino quale elemento distintivo, e nel contempo pone interrogativi su non pochi aspetti della librettistica. Diversi studiosi infatti ritengono che il libretto d’opera non sia poesia, almeno nel senso estetico, probabilmente per l’adagiarsi spesso su formule già collaudate, fino a divenire veri e propri stilemi. Se invece si ritiene poesia quella che rispetta certe regole metriche, allora i libretti sono poesia.

Però sarebbe ingiusto non rilevare certi spunti originali, anche dove la parola sembra usurata (si tenga conto che la lingua italiana è cambiata nel tempo); uno lo possiamo indicare nel libretto di G. B. Lorenzi per l’opera Don Chisciotte della Mancia di Paisiello. La Contessa nel doppio quinario esclama: “Viva il turibolo – della beltà” — una bella immaginazione, con cui si vorrebbe dire, ma non ne siamo certi, che la beltà vada incensata. Diviso in quattro capitoli, il libro procede per soggetti: il brindisi (I), viva Bacco! viva il vino! (II), il vino strumento di seduzione e di morte (III). L’ampiezza della ricerca non si ferma ai nomi noti: musicisti quali Aspa, De Giosa o Falangola si fa fatica a trovarli nelle enciclopedie di musica.

Il più datato è Francesco Sacrati con l’Ulisse errante (1644) su libretto di Giacomo Badoaro, che aveva già fornito libretti per Monteverdi. Il più recente Nicola Scardicchio con l’atto unico Il gatto con gli stivali (2017) su libretto di Maria Grazia Pani. Davvero interessanti gli avvelenamenti, tentati o riusciti, tramite il vino. Somma avvelenatrice Lucrezia Borgia, benché la moderna indagine storica l’abbia discolpata da taluni misfatti. Nel quarto capitolo (la lista dei vini) vengono riportati vini specifici, ad esempio il Chianti nel capriccio scenico Arlecchino o Die Fenster di Busoni, autore del libretto. In appendice l’indice delle opere, dei compositori, dei librettisti e dei vini, inoltre una essenziale bibliografia. Per gli amanti dell’opera lirica e del vino questo libro è indispensabile.

Recensione
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