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Gastronomia. ‘Addio, grassa Bologna! e voi di nera | Canape nel gran piano ondeggiamenti’ scrive il Carducci nel sonetto Momento epico; e A. Sanjurjo parla di Bologna come di ‘una gioia nascosta’ (artisticamente). Che la cucina bolognese sia rinomata è fuor di dubbio, ma la Brentani ci fa capire che la città petroniana è anche ‘dolce’ oltre che ‘grassa’. Le ricette, disposte secondo i mesi, sono introdotte da zirudelle, filastrocche in dialetto, perlopiù di ottonari. Molte le curiosità: dai zucarén, a forma di anello nuziale, alle mistocchine di farina di castagne che un tempo le vecchiette vendevano all’angolo della strada. Pure qui un racconto, che si tinge di giallo per il possesso della ricetta segreta d’un certo tipo di mostarda, la ‘più amata del globo’.

Recensione
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