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Cinquanta emozioni

Poesia. Questo numero ci rimanda qualcosa alla memoria e ridotto al suo elemento base si avvicina al numero nuziale. Poiché la raccolta contiene lavori di epoche diverse si potrebbe supporre una disuguaglianza stilistica che, se pur esiste, non è tale da inficiare il risultato complessivo.

È pur vero che il lessico appartiene ad ogni autore, ne è per così dire la veste che adorna i testi poetici e permette anche una indagine sul modo di concepire il fenomeno linguistico. Qui peraltro balza evidente – già notato in prefazione – il troncamento di diverse parole, ciò che non è sempre comune ad autori contemporanei, ma il discorso anzitutto si impone, e il poeta è probabilmente memore di una classicità mai perenta, semmai rivissuta con spirito nuovo.

Qualche traccia leopardiana non disdice, ma ci avvia invece alla conoscenza più intima di un sentire che attraverso taluni ricuperi formali intende estendere il suo messaggio oltre le strette linee temporali del presente. I valori disattesi in fondo (si veda Povero Crocifisso) spingono in direzione opposta a quel che gli esseri umani perseguono: prima o poi un potere temporale finisce e rinasce una spiritualità che mira alla pura bellezza non inquinata dalla realtà materiale.

Recensione
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