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Colloquio

 

Poesia. A tre anni da Come gioco dell’anima questa opera seconda segna una differenza, quando differenza significa anche evoluzione (in arte i due termini si equivalgono). Anzitutto una tematica più marcatamente religiosa, ma sempre con quella scrittura essenziale che caratterizza lo stile dell’autrice. Tuttavia il linguaggio si approfondisce in direzione metaforica, anzi, oltre: “o non trapasserà una freccia rossa | l’immensa beatitudine?” (Nostalgia). E si evidenzia pure il contrasto fra ragione e sentimento. Quando il discorso si sposta sul piano icastico avviene una sommatoria dei varî elementi: “Dal grembo di pietra erompono fiamme | di verde selvatico” (Medjugorie), poi trasferiti in una descriptio naturistica e simbolica: “Di arabeschi mutanti e trame liete | il cielo è adorno” (Pasqua ’90). Silloge quindi più che matura e convincente.

Recensione
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