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Colori e suoni nelle parole

 

Poesia. Un volume che è un excursus attraverso le numerose opere dell’autrice, da Calycanthus (1973) a Animali in teatro (2011): un percorso quarantennale, con la coerenza di uno stile solido e personale, dove i vari elementi – ideali, descrittivi, emotivi – si compenetrano con perfetto equilibrio. Con la forza dell’invenzione (Elegia per la madre) e momenti di trasparente lievità (Sei qui), fino all’indelebile similitudine; “Scese costretto il padre | come un nero cipresso nella nebbia” (p. 51). Si alza in purezza la linea del canto: “Fu il tronco dalla chioma rilucente | di algido cristallo siderale” (L’albero amico). La coscienza del creare: “Ma è dalla pagina scritta | che il sogno rimbalza” (p. 121). Alle pp. 139-160 l’accurata analisi tecnico-critica di Sergio Giuliani che specifica di sette liriche i varî metri. Ci limiteremo a due esempi: 1. “si levò la profetica” (ottonario); escludendo l’improbabile diastole, per la sdrucciola cfr. A. da Tempo, Summa artis rytmici vulgaris dictaminis; 2. “là era Itaca” (senario); verso particolare: due sinalefi ‘naturali’ e sdrucciola in clausola, in effetti un quinario.

Recensione
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