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Come ruota di pavone: colore e forma in libero spazio narrativo

Antologia narrativa. Non si può dire che le antologie, intese come opere di più autori, siano estinte, ma certamente meno comuni di un tempo e indubbiamente di un superiore livello qualitativo. In questa sono presenti quattro autori che ci danno un saggio, sia pur parziale, della produzione narrativa contemporanea. Sono tutti autori caratterizzati e con un proprio significativo curriculum.

Il primo scrittore (l’ordine è ovviamente alfabetico) considerato è Gabriele Bellucci (Firenze 1971 – Fiesole 1994). Brani di prosa che quindi vedono la luce postumi, come peraltro i volumi editi. Un autore certamente interessante, purtroppo deceduto a soli ventitré anni, e tuttavia degno di un ulteriore approfondimento in sede critica: lo certificano gli stralci qui riportati nei quali si nota un addentrarsi nella psicologia dell’individuo e della sua scrittura, pagine giocate sull’interiorità, in alcuni punti davvero pregnanti.

Il secondo autore è Aldo Giordanino, nato ad Asti nel 1966. Appena ventiduenne pubblica insieme a Pier Cesare Mora l’opera prima L’ultimo esodo. Assistiamo qui a una narrativa di tipo storico, che alterna la parte documentaria a quella che potremmo definire ‘ipotetica’ ma sempre storicamente supportata. Si va infatti dal secolo XVI (con riferimento al terribile supplizio di Marc’Antonio Bragadin), alla Grande Guerra, referenti gli scrittori Cervantes ed Hemingway. Si passa poi a Olimpia nel V secolo d. C. e anche qui un salto nel tempo per arrivare al XX secolo.

Una narrativa ben articolata presenta Mario Fulvio Giordanino, padre del precedente. Tutti i tre racconti mostrano un solido impianto narrativo e sono sorprendenti per la loro modernità, se pure i soggetti rientrino in quella che potremmo chiamare la narrativa classica per via dei temi trattati, ma sempre con uno stile preciso e conseguente che lo avvicina agli autori del dopoguerra.

Chiude la rassegna Anna Vincitorio. Ci troviamo davanti a una narratrice (e non solo, avendo al proprio attivo pubblicazioni di poesia e critica letteraria) con molte frecce al proprio arco. I racconti sono brevi e affrontano tematiche che affondano nella realtà di ogni giorno, anche in quella nascosta. Se osserviamo la resa stilistica dei suoi testi occorre dire che con Sul selciato l’autrice ha realizzato in due pagine non un bozzetto, ma un vero racconto tout court che con immagini dal taglio netto descrive un tragico e improvviso evento “in quel venerdì imprecisato di novembre”. Silloge di prosa quindi che permette di comprendere come in campo letterario vi siano forze vive e operanti che meriterebbe di venir maggiormente conosciute dal grande pubblico.

Recensione
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