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Narrativa storica. L’8 settembre 1943 segnò l’armistizio con gli Alleati suscitando la rabbiosa reazione dei tedeschi. I primi caduti delle rappresaglie naziste furono undici ufficiali italiani, fucilati nella piazza di Nola l’11 settembre: tra essi anche il padre dell’autore. Un atto che risultò essere preludio a nuovi e ancor più terribili eccidi, ma divenne l’inizio della riscossa nazionale, infatti giorni dopo si ebbero quattro giornate in cui la città di Napoli insorse contro l’invasore tedesco. Leggendo questo ‘romanzo’, con una prosa fluente e vivace che dà il senso della quotidianità, si ha l’impressione di rivivere quei momenti drammatici, e si viene indotti a non dimenticare e a considerare l’orrore della guerra e la ferocia di certe aberranti ideologie, portatrici di un fanatismo che è qui incarnato dal ‘Maggiore della Morte’ il cui comportamento viene descritto con icastica e fantasiosa efficacia: “roteando il cranio e gli occhi come se roteasse l’irrinunziabile falce della sua proiezione iconografica” (p. 119).

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