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Gastronomia. Brava non soltanto come scrittrice, ma anche come cuoca, in quanto ‘tutte le ricette sono state provate direttamente dall’Autrice’. Ha dell’incredibile ciò che si può fare con un frutto così ‘semplice’ come la castagna. Il suo albero è simbolo di previdenza (cfr. p. 54) ed è tra le piante più longeve. Le ricette sono divise per ‘piatti’, dagli antipasti ai dolci; inoltre gelati, marmellate, liquori (perfino birra!) e il miele. Un prontuario che certamente arricchirà la tavola dei palati più esigenti. Si pensi che le frittelle di farina di castagne risalgono al XII secolo. Un tempo era usuale ‘andare a castagne’ sull’Appennino bolognese. Poi bollite (i balôs) o in brodo, nel loro brodo. Melville, in un suo racconto, parla del ‘budino del povero’: con le castagne si aveva il ‘pane del povero’; ma, visto quanto costano, dobbiamo parlare di ‘pane dei ricchi’. Il racconto (Anime gemelle) conclude il simpatico prontuario.

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