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Dell’Anima e del cuore

Poesia. Di fronte alla nostra precaria ‘presenza’, quando poi si tocca la soglia del dolore (una fragilità umana che è insita nella materia vulnerabile di cui siamo composti), può sopravvenire lo sconforto, ma già la natura, col suo evolversi e divenire rinascita e primavera, porta un soffio ristoratore, e il panorama si rasserena: “La fontana m’invita ad una sosta, | ad un tonico sorso di frescura” (Senza un lamento).

Il male fa parte del mistero o della realtà come segno della Creazione e il pensiero si rivolge a un’ipotesi di eternità di cui la fede è la chiave: “invece tu sei l’Anima immortale” (Aspettami), con la “voglia d’essere eterni tuttavia” (L’abbraccio della sera), e, in ancor più specifica dimensione, la “fede in Dio, che tutti accoglie” (Confusione). L’idea di un tempo che si compie la ritroviamo in queste liriche ispirate, dove la forma, con endecasillabi e più rari settenari, è riflesso di un ordine superiore.

Recensione
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