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Poesia. La raccolta è dedicata allo zio dell’autore, Alessandro Miano (1920-1994), noto studioso, poeta ed editore. I lettori troveranno notizie alle pp. 41-43. Michele Miano ha già pubblicato lo scorso anno una silloge poetica, ma ritiene questa la sua prima vera raccolta, affidata a Roberta Manuali. Sarebbe interessante valutare anche la parte formale, per esempio l’uso del trattino al posto del punto fermo, o il raro oggidì punto e virgola, ma è la sostanza creativa a imporsi. Si viene infatti presi dalla purezza espressiva dei versi, non vincolati a misure precise, liberi quindi come la natura, chiave interpretativa di uno stile limpido, pur con tratti oscuri “i drammi che si nascondono | tra i muri bianchi, i viali verdi e i fiori” (Cerco, vv. 3-4). Taluni elementi acquistano nuova vita: “Vieni alba a salutare anime e cose” (p. 24). Chi possiede il culto della bellezza e dell’armonia può trarre esempio dall’ultimo verso del IV Frammento: “io sarò l’onda che s’adagia ai bordi della sera”. In soli tre versi (p. 19) il poeta rappresenta l’esistenza nel suo divenire.

Recensione
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