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Supplemento a “i fiori del male”

Poesia. Una plaquette raffinata, e non solo per il piccolo formato (10x15 c.), ma per il contenuto che – senza speciosità (l’immagine di copertina ci dice una ‘scelta’) – propone il paesaggio in multiformi sembianze. Da ‘dietro’ di Zanzotto, a ‘dentro e fuori’ per capirne, d’ogni costituente, qual è la sua natura, o la figura, come vorrebbe Wilde (p. 3). Eppure in quel panorama dai lineamenti idillici, da piante e animali, emerge un senso di precario e di eterno, ossimoro che coagula tutta la ‘materia’ nel suo percorso, che l’uomo concorre a deviare. La città permane (IX), architettura del pensiero, vicina a noi poiché presi nell’ingranaggio della società. Oltre, in queste liriche sta la bellezza, ‘celeste indifferenza’ (XXI), col suo germe di morte: ‘moriranno con noi colline e tralicci’ (X).

Recensione
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