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Poesia. Dal titolo si potrebbe passare all’immaginazione. Perché, cosa regge il volo pindarico? La fantasia, anzi, le ‘ali della fantasia’ come scrive l’autrice in Saper volare. Di qui nasce l’incanto, che nella scrittura della Izzi Rufo è spesso presente: ‘dipinto d’incanto’ (Quel rosso), Incanto (p. 5), ‘l’animo mio si riempie d’incanto’ (Alba), ‘scenario d’incanto’ (Correvo con lo zefiro), ‘notti d’incanto’ (Cambiare il mondo?), ‘incanto degli occhi e dell’anima’ (Che meraviglia!) — ma l’incanto può rompersi, cfr. Aspetti. Anelito alla trascendenza, dove i sentimenti si associano alla natura in armonia. Se l’incanto finisce, resta la sua ‘memoria’, unitamente a quella dei puri giorni d’infanzia (Attimi antichi).

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