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Poesia. E leggiadri sono molti versi dell’autrice che
compone sia in forme libere che regolate. Spesso un ‘poetar fluente’ come in
D’Annunzio (p. 18), ma anche con strutture moderne, ove si nota l’endecasillabo
– es. ‘Ora la luna non racconta fiabe | e non si specchia sull’argenteo fiume’ (Cascata
di ricordi III,3-4) – con rima o sciolto (Abele muore ancora). I
sonetti mostrano talvolta deroghe e innovazioni; in Un cenno di silenzio
compaiono sia il settenario (‘del mio tempo migliore’ I,2), sia l’ipermetro: ‘Il
pensiero si volge a interloquir se stesso’ (III,1) che si può ridurre per
anasinalefe (ta.^Il) e ulteriore troncamento (pensier). Tra l’altro la seconda
parte della fronte è una terzina. È quindi il poeta a creare o modificare i
modelli metrici.
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Recensione |
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Dopo il passo leggiadro dell'estate
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poesia
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| Autori |
| • | Mara Vitale Santoni |
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Edizione:
Edizioni del Leone
Spinea 2011 |
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| Prefazione di Carla Raffaelli. Giudizi critici di Giorgio Bárberi Squarotti e di Eugenio De Signoribus - pp. 104 |
| prezzo: € 10,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.1/2012
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