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Poesia. E leggiadri sono molti versi dell’autrice che compone sia in forme libere che regolate. Spesso un ‘poetar fluente’ come in D’Annunzio (p. 18), ma anche con strutture moderne, ove si nota l’endecasillabo – es. ‘Ora la luna non racconta fiabe | e non si specchia sull’argenteo fiume’ (Cascata di ricordi III,3-4) – con rima o sciolto (Abele muore ancora). I sonetti mostrano talvolta deroghe e innovazioni; in Un cenno di silenzio compaiono sia il settenario (‘del mio tempo migliore’ I,2), sia l’ipermetro: ‘Il pensiero si volge a interloquir se stesso’ (III,1) che si pu ridurre per anasinalefe (ta.^Il) e ulteriore troncamento (pensier). Tra l’altro la seconda parte della fronte una terzina. quindi il poeta a creare o modificare i modelli metrici.

Recensione
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