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Dove il pensiero non annega

Poesia. Entrando nel nuovo millennio (Nei vicoli di un’anima del 2001) la poetessa non esclude alcuni topoi, per esempio il gabbiano o la foglia, di un lirismo che ha percorso gran parte del novecento. La natura genera traslati di elementi concomitanti, da tener presenti quando si parla di poesia, concretizzando un legame quasi indissolubile tra l’individuo e il paesaggio che lo circonda: “Era ancora autunno | quando mi persi | tra l’io e la mente” (Spiccioli di sogni) — non a caso, pur con una cos forte interiorizzazione, non vengono escluse le stagioni che a loro volta ci collegano al tempo e all’incessante ciclo delle esistenze.

Passando agli aspetti formali notevole l’equilibrio dei versi, sempre compiuti in un elegante alternarsi di strofe, talora decisamente rivolti alla sintesi del significato e dotati di un lessico definito e quindi personale. Se accade la “perdita del senso” e se alcuni momenti sembrano far emergere il lato dark con le implicite sfumature, alla fine la “melodia dell’Universo” (L. Foglietta) a prevalere e ad aprire spiragli di speranza.

Recensione
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