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Eik˛nosp˛iesis

Poesia e fotografia. Il titolo tradotto dal greco Ŕ grosso modo una univerbazione di poesia e immagine. Sato fa parte di due sodalizi storici di Padova, il gruppo letterario Formica Nera per la poesia e il Fotoclub per la fotografia: un connubio che permette l’incontro tra due elementi culturali e artistici in modo da avvicinarli e a volte integrarli, vedi foto a p. 191.

Ma pure il testo poetico acquista una forma visiva, se pur non traducibile nel caso in dato figurativo, e la relazione che sussiste si spiega con la sintesi di alcuni tratti, per esempio l’albero spesso ripreso, suscettibile di ri-tradursi, in un gioco speculare affascinante. Il poeta per˛, qui tutt’uno col fotografo, uscendo dagli aspetti figurali, li trasferisce in una dimensione spirituale segnalandone il passaggio: “E s’apre nella pioggia sfumato | un chiaro avvento di cielo” — siamo su un piano intermedio, dove i simboli conducono a significati profondi, ancorchÚ provenienti da una tradizione: la foglia Ŕ di leopardiana memoria, ma acquista un senso suo e vincolato alla personalitÓ dell’autore.

La scrittura di Sato Ŕ raffinata, sovente incorporea, e se in taluni momenti traspare la quotidianitÓ delle immagini, la delicatezza del timbro Ŕ praticamente inimitabile: “anche il tocco dell’aria sui fiori | tremulo sospende tutti i colori”. Le molteplici risorse che scrittura e arte svelano appartengono a un universo interiore realizzato per l’appunto in queste pagine: un terzo polo sarebbe la musica, di cui il poeta-fotografo spesso si nutre. Un libro davvero pregevole, per il formato, per le splendide foto colte nei lati pi¨ suggestivi e intimi della realtÓ, unitamente a versi che mostrano come siano possibili nuove soluzioni creative.

Recensione
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