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Prosa. I brani sono riportati in buona parte da interviste, poiché Bolognini ‘non ha lasciato una propria produzione scritta’ (p. 21). Secondo di tre fratelli, nasce a Pistoia il 28 giugno 1922. Non è un allievo particolarmente brillante, il che è accaduto spesso anche a personaggi poi divenuti famosi. Fin da giovane è affascinato dal cinema. Gli anni 1948-1953 sono di apprendistato. Diviene aiuto-regista di Luigi Zampa. Collabora con Pasolini, ma ritiene che gli scrittori siano poco inclini a fornire soggetti per film (cfr. pp. 3-4). Il successo arriva sul finire degli anni cinquanta, in particolare con Il bell’Antonio tratto dall’omonimo romanzo di Vitaliano Brancati, e confermerà Bolognini tra i maggiori registi italiani. Va ricordata pure la sua attenzione all’opera lirica. Scompare a Roma il 14 maggio 2001. Da quanto egli afferma in questa prose si coglie il carattere di un uomo con le idee chiare sul proprio lavoro, ma sempre aperto alla critica intelligente (cfr. p. 20).

Recensione
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