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Geometria della rosa

Poesia. La simbologia della rosa prefigura in realtà una ‘geometria’ spirituale e non di rado mistica diramandosi nelle varie culture e con diverse specificità. Potrebbe la parola seguire un intento sacrale?

Ma ora si deve tradurre sul piano strettamente linguistico e un’osservazione, per quanto formale, non è poi insignificante: infatti si rilevano piccoli spostamenti a inizio rigo, oltre alle strutture generali di un assetto testuale mobile, sicché la pagina diventa spazio. Nei distici intesi come ‘cellule’ si dispone l’area del pensiero e dell’immagine con tonalità trasparenti che sconfinano in visioni sfumate, e quando appare il senso di caduta o di opacità la parola poi si proietta verso la luce.

Ci si chiede allora se la scrittura può fornirci l’introduzione al mistero e concorrere a svelarlo: ombra, sogno e natura si coniugano al fine di non mostrarsi nella loro intima essenza. Del resto la citazione da Silesio (molti furono affascinati dal suo Viandante cherubico) ci fornisce la chiave per individuare alcuni punti di questa poesia. Che però esprime con forza anche la denuncia civile: “del Potere s’ammanta | in menzogne nudità del nulla” — dedicata al poeta Ashraf Fayadh.

Recensione
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