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Narrativa. La scrittrice ha saputo calarsi nella
psicologia del protagonista in un romanzo o racconto diviso in cinquantaquattro
(in lettere) capitoli con uno stile rapido, a volte di una sensibilità simbolica
e linguistica: ‘La città si fonde con gli individui, creando nuova scenografia
viaggiante’ (cap. 46). La droga: per sfidare la vita? (cap. 34). È questo il
punto: il rapporto tra l’io e l’esistenza come un unicum non ripetibile, la
droga con significato di apparente libertà, ma invece luogo illusorio. Ne
consegue la perdita di identità, quasi fosse una morte (cap. 51). Si pensa di
dominare e si è dominati (cap. 43), e tuttavia nella droga si rivela il senso di
una rivolta che finisce nel non-senso, poiché si estingue prima o poi
l’impressione di onnipotenza: ‘sei un dio’ (cap. 37). Poi c’è il mondo, cui
comunque si appartiene, e la precarietà del tempo. Poi gli affetti familiari e
gli amici: si può uscire dal tunnel.
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Recensione |
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Gli stormi nel cielo
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narrativa
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| Autori |
| • | Marinella Galletti |
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Edizione:
L’Autore Libri Firenze
Firenze 2011 |
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| pp. 120 |
| prezzo: € 10,60 |
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| Recensione a cura di |
| • | |
Pubblicata su:
Literary nr.5/2011
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