Servizi
Contatti

Eventi


I conti dell’anima

Narrativa. Un particolare tecnico può sembrare quasi irrilevante, invece è una delle eventuali chiavi per entrare nel significato di questo romanzo: l’autrice elimina nel discorso diretto quei segni di punteggiatura che dovrebbero introdurlo, creando così un continuo con la parte descrittiva, operazione possibile solo a chi, come l’autrice, ha piena padronanza della lingua.

Nasce quindi la fusione stilistica ancor prima che spirituale. L’inizio è davvero promettente: “Un istante e il sole era annegato dietro il filare dei gelsi”. Si scende ora nel tessuto connettivo della scrittura per adire ai sensi riposti, a quell’anima presente nel titolo e poi proseguita attraverso una serrata narrazione: peraltro il termine anima possiede una quantità di sfumature che divergono dal suo iniziale ‘soffio di vita’, inclusa ovviamente l’accezione religiosa.

Si stabilisce tra i personaggi, due in modo più diretto, una trama di relazioni che potrebbe arrivare all’incomprensione o alla mancata affinità di pensiero. C’è una morte (Mirco) che svela il tempo non eludibile e la sua incidenza nelle vicende umane: s’incrina perciò anche il mondo dei sentimenti e la memoria trasforma in continuazione ciò che crediamo fosse vero. Si concorda allora con quei labirinti nascosti di cui scrive in postfazione Iacovissi, mentre gli ‘inserti’ poetici portano lo stile a un livello ancor più elevato.

Recensione
Literary © 1997-2019 - Issn 1971-9175 - Libraria Padovana Editrice - P.I. IT02493400283 - Privacy - Gerenza