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I lupi e il rumore del tempo

Poesia. Non è difficile capire perché Osip Mandel’štam (Varsavia 1891 - pressi di Vladivostok 1938) fosse inviso al regime sovietico, basti leggere la poesia ‘dedicata’ a Stalin, il quale, se non altro, ebbe l’accortezza di informarsi se il poeta era valido. Più che introduzione, quella di Ruffilli è un vero e proprio saggio che coglie ogni aspetto dell’autore e della sua produzione. La scelta dei testi parte dal 1908 e arriva al 1937: è così possibile seguire un percorso stilistico che tiene fede a una coscienza ideologica e creativa. Va ricordato che Mandel’štam aderiva all’acmeismo, il cui fondatore (N. S. Gumilëv) venne fucilato dai bolscevichi per aver partecipato a un complotto monarchico. Terribile il verso “Di un uccello ferito, cosa farne?” (Un povero raggio ancora freddo). A volte le composizioni rivelano bagliori lirici: “Di aspre stelle ardeva il firmamento” (Mi lavavo all’aperto che era ancora notte). La traduzione è stata operata sulle versioni in inglese, opportunamente controllate.

Recensione
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