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I nostri giorni perfetti

 

Poesia. Una raccolta compatta e nel contempo articolata (sei parti): tale ‘densità’ formale si deve sia alla versificazione, in genere per versi estesi, sia ai singoli testi, in gran parte contrassegnati da linee punteggiate.
È la materia-natura a concretizzarsi con bellezza ideale: “il riflesso smeraldo dell’ansa del fiume” (Vedute). Dalla natura alla metafisica il passo è breve: “un’altra realtà appare e scompare, a intermittenze | insondabile, al di là dei sensi conosciuti” (Barocco virtuale). Ma l’autore dimostra, con rigore speculativo, fantasia anche in un contesto urbano: “visioni floreali, vedute surreali, scoppi di nero e rosso” (Ultime periferie). La scrittura sviluppa linee oggettive od oniriche: “Sgorgano fantasmi viola, figure grottesche” (Nuovi artefatti). È sempre possibile reintrodurre per dissolvenza la metafisica: “senza mutare forma | la realtà svanisse senza peso” (Consorzio civile).
In tale dissoluzione risiede il dubbio amletico, con la coscienza di trovarsi in un ciclo ininterrotto, se di apparenze o sostanze è difficile dire: “Il vero imita la riproduzione che | imita il vero” (I nostri giorni perfetti).

Recensione
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