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I Preludi. vol. V

Saggistica e poesia. Continua la pubblicazione delle opere giovanili dell’autore siciliano. In questo quinto volume fa spicco l’epistolario iniziato il 5 novembre 1957 e concluso il 9 novembre 1961.

È proprio dalle lettere che si rileva il percorso umano e letterario di un autore, lettere che tra l’altro ci permettono di ricostruire la particolare temperie di quel periodo, oltre a darci misura di una graduale maturazione artistica. Per fare un esempio, la lettera inviata da Catania il 18 giugno 1959 certifica di certe valutazioni alquanto superficiali a proposito della lingua francese da parte di una professoressa, “ma questa ingiustizia le sarebbe servita di lezione per la prossima volta”.

C’è una appendice ove vengono fornite notizie sul padre Salvatore (1912-1988) e su Italico Libero Troja, insegnante privato di materie letterarie. Segue poi un album di foto che chiude la prima parte del volume. Nella seconda parte (I canti dell’adolescenza 2) quattro poesie giovanili. Se Triste visione del mondo con i suoi troncamenti e vocaboli tipici della poesia classica (arbore, ruine) va considerata nei contenuti, le altre tre si liberano o quasi di tale retaggio; in particolare Un’ansia tempestosa di verità m’invase mostra già una spiccata personalità, aprendo nel finale uno squarcio cosmico o metafisico.

La terza parte riguarda i campionati provinciali maschili di atletica leggera del 1957 negli istituti superiori di Siracusa, per cui si potrebbe dire “mens sana in corpore sano”.

Recensione
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