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I versi del Satyricon

 

Saggistica. Un’approfondita analisi dei versi contenuti nel Satyricon, opera che per i suoi contenuti e la dimensione letteraria continua a interessare gli studiosi (estesa bibliografia alle pp. 282-292). La traduzione di Luca Canali (recentemente scomparso) è quanto di meglio si possa desiderare. Un esempio: “et aurato praecinxit fulgure vultus”>“e cinse il volto di uno splendido raggio dorato” (Satyricon, 119-124). È ovvio che oltre alla diversità della metrica – quantitativa quella latina, qualitativa o accentativa quella italiana – si assiste a una diversità fonetica. Nel contesto letterariamente più circoscritto, in Petronio emergono affinità di tipo metrico o stilistico con altri autori, vedi Virgilio (pp. 179-181). Al piacere quindi della lettura di versi che nulla han perduto del loro fascino col passare dei secoli, semmai il contrario, si aggiungano le dotte e necessarie note di Silvia Stucchi – specialmente per chi non è specialista in filologia latina (p. 9) – che danno modo di comprendere appieno la parte poetica di uno dei maggiori capolavori dell’epoca imperiale.

Recensione
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