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Il campo del vasaio

Poesia. A volte sono sufficienti pochi testi per rendersi conto della qualità di un autore: in questa raffinata plaquette le liriche sono dieci e ciascuna mostra un suo carattere o una dimensione che traduce la forma in sostanza. Ci risulta che l’autore abbia una precedente raccolta (Il chiostro delle rondini), il che significa un percorso già avviato che quindi si consolida.

Alcuni elementi però sono sorprendenti, a iniziare dalla prima composizione, dove da un incipit quasi idilliaco si assiste a una improvvisa rottura di quel clima: “E la sabbia ingoia | perle | di sangue”. La natura dunque può incrinarsi, ma è presente nel pensiero del poeta, che ne rivela aspetti finora inediti, cogliendo spesso la bellezza di un’immagine, allorché natura significa trasfigurazione.

Se si vuol comprendere quel che si intende per frantumazione improvvisa di un certo rapporto, ideale e semantico, si legga Voce della vita: l’orrore dell’Olocausto che qui si inserisce ci ricorda il Survivor from Warsaw di Schönberg, quando l’accompagnamento musicale si spezza in frammenti angosciosi (A. Gentilucci). Si rimarca perciò quel che una pur breve silloge riesce a contenere.

Recensione
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