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Il canto delle sirene - Il caso Kursk

Narrativa. Il 12 agosto 2000 il sottomarino russo K-141 Kursk affondò nel mar di Barents, mare che si estende oltre il circolo polare artico. Si trattò di un incidente o di un fatto voluto? Quando il relitto venne esaminato ci fu chi osservò un foro nello scafo.

Il tragico evento ebbe all’epoca grande risonanza, anche perché in quel periodo il nuovo presidente della Russia a quanto pare non accettò gli aiuti che gli venivano offerti dall’esterno. Tra la ridda delle ipotesi, non ultima che tale affondamento avrebbe potuto scatenare una terza guerra mondiale. Il risultato fu che i centodiciotto membri dell’equipaggio trovarono la loro gelida tomba in quel mare. L’autore ha costruito il suo romanzo su precisi dati di fatto, attraverso una vasta documentazione e testimonianze, inserendovi poi una parte di sua invenzione, di conseguenza ogni riferimento a persone esistenti è puramente casuale. Tuttavia con notevole abilità egli ha creato dei personaggi credibili, non solo nella fitta rete di rapporti che intercorrono, ma anche come spessore psicologico.

Ciò dimostra che per la realizzazione di un buon romanzo conta spesso la fantasia e ovviamente una scrittura, come in questo caso, assai fluida e nello stesso tempo attenta a ogni dettaglio. Poiché si tratta di un romanzo di esordio, l’esito non poteva essere migliore, inoltre il soggetto potrebbe venir utilizzato per la trasposizione sul grande schermo.

Recensione
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