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Il Centauro malato. Poesie 1998-2010

Poesia. Un’opera quasi omnia per ciò che concerne la poesia dell’autrice, divisa in diverse sezioni e – come si nota – in un consistente arco di tempo, priva tra l’altro di quell’apparato critico non di rado parte integrante dei testi: ciò, per chi affronta una raccolta così articolata, conta fino a un certo punto e lascia semmai libera la interpretazione e il riconoscimento di uno stile che emerge in maniera prepotente alla lettura e all’analisi strutturale.

E ovviamente non poche sono le difficoltà di dare un’idea, sia pur approssimativa, dei contenuti e delle qualità che connotano le diverse composizioni. Iniziando dalla sezione Frecce di luce si ha l’impressione che l’autrice segua una via praticamente controcorrente con testi brevi o brevissimi contrassegnati da una incisività che fa risaltare sempre più il significato oltre la semplice lettura, eppure non appare il concetto frammentario e ancor meno aforistico, benché, in certi momenti, i versi indichino risvolti filosofici, termine da prendere comunque con cautela. Infatti nelle successive Citazioni sembra di assistere a un capovolgimento di quel che si dava per scontato: ogni testo è accompagnato per l’appunto da una citazione; nell’insieme è senza dubbio una traccia dei gusti e delle scelte letterarie della poetessa, e colpisce la diversità dei soggetti citati, di fronte a un Majakovskij che suggerisce, anzi ordina di leggere “libri di ferro”.

Inoltre la linea poetica si espande, assume forme più estese, costruisce sostanzialmente la versificazione secondo un equilibrio che in precedenza risultava ridotto, con straordinarie metamorfosi: “Pugnaci insegne, | sgargianti in squillanti colori, | in eludibili meduse | tramutano” — solo chi è dotato di fantasia è in grado di esprimersi in questo modo. Dovremo quindi abituarci nel caso della Maurer (nom de plume) a tali escursioni formali, segno di un’intelligenza che segue strade precluse ai comuni mortali, quindi da accogliere in toto nella loro peculiarità.

A volte le liriche, poiché il lirismo indubbiamente non banale fa parte dei vari ingredienti, crea una specie di cerchio concluso, microcosmi che non necessitano di ulteriori affermazioni esterne. Impossibile poi tacere delle ardite metafore che d’improvviso si possono realizzare anche nell’arco di appena tre versi: “Innumerevoli chiodi | calamitati | dal Nilo.” — la nota chiarisce chi o cosa sono i chiodi.

Si dice spesso che poeti si nasce: ne è la conferma la nota finale al libro, ove è riportata una poesia giovanile (la poetessa aveva quattordici anni) Sentimento d’Autunno: pur nella semplicità delle immagini, di stampo descrittivo, si intravede già quello spirito poetico che non può che essere innato, e bene ha fatto la Maurer a non distruggere questa delicata composizione.

Recensione
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