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Il cerchio occidentale

Poesia e fotografia. Come una guida su due binari che si uniscono in un percorso le foto mostrano la ‘oggettività’ delle cose e si rispecchiano attraverso un procedimento che spesso sfugge a un’analisi organizzata: che ci dice quindi la poetessa con i suoi versi dove la tematica si disvolge da un centro generatore che viene poi incluso nella varietà delle metafore?

C’è un senso intimo nel bianco e nero fotografico in cui pare che l’Eros sia un dato casuale: in realtà il tessuto figurato, di inusitata ricchezza, incorpora la stessa materia della scrittura e l’assenza di un indice ne è in fondo il corollario. A volte l’invenzione sopravanza il senso e gli spazi creati escono da ogni norma preconcetta, lo afferma la stessa autrice: “Mi affranco | da queste ferme grammatiche mortali” (Radiale).

Da ciò si evince che sono superflue le categorie distinte ma è necessario, quasi istintivo, procedere in dimensioni altre, senza tener conto di contraddizioni, conservando invece quel quid individuale che distingue l’io dal mondo esterno.

Recensione
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