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Il lustro cosparso | Orcheomai

Poesia. Le due raccolte si inseriscono in una tradizione cólta (il greco per Orcheomai), visibile dal lessico: “l’opera diuturna” (Martello), dalle elisioni: “all’ultime stelle” (Il sognatore di flauto) o “all’azzurre pianure” (Gradino), dai troncamenti: “dintorno c’è calor” (A Edda Tanara), dalle maiuscole (Questa solitudine), dal ‘vocativo’: “oh s’io sapessi” (L’alba degli uccelli). Ma la versificazione è moderna, e a volte sintetizza in un sol verso il significato: “Oblio è l’eternità” (Oblio). L’equilibro formale ed espressivo emerge in È primavera, ed è spesso correlato da lucide metafore e originali costrutti visivo-sintattici: “Donna di rame fusa | sul cippo di resina” (Silhouette). Fra i testi più pregnanti riportiamo integralmente quale esempio Il pensiero: “il pensiero perde | la sua irrealtà | nel momento | che la voce | lo vibra nell’aria.”

Recensione
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