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Il pappagallo e il doge

Saggistica. Questi ‘saggi’ si avvicinano alla narrativa per una loro presa immediata: ritratti di cui l’autore ha diretta testimonianza. Diviso in tredici parti il volume contiene preziose informazioni su personaggi che hanno contrassegnato la cultura italiana, in rapporto a occasioni di tipo gastronomico.

Numerosi i letterati di fama, a iniziare da Giovanni Comisso per finire con Andrea Zanzotto, ma pure di nomi meno noti ma al fine di una ricerca storiografica non meno importanti. Venezia, si sa, ha sempre catalizzato le forze vive non soltanto della cultura, ma di altre discipline. A Venezia si ritrovano musicisti come Igor Stravinskij o Gian Francesco Malipiero (che meriterebbe maggiore attenzione dagli appassionati di musica), tra i pittori Emilio Vedova e Giorgio de Chirico. A tutto tondo la figura del Colonnello descritto in Crisantemi bianchi fritti. Un altro capitolo merita un giornalista quale Indro Montanelli: peraltro come funziona la redazione di un giornale possibile capirlo nel relativo articolo.

Diversi anche i politici, come Giovanni Spadolini, e i personaggi dello spettacolo, fra i quali Walter Chiari. Sembra quindi che la buona tavola possa sviluppare le idee. In questo libro ritroviamo un mondo che oggi, almeno in gran parte, scomparso: dunque il libro come memoria, ma anzitutto necessario documento di un’epoca. Nota. Se non andiamo errati un grige compare anche nelle poesie di Montale.

Recensione
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