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Il rumore delle foglie secche

Teatro. Come lavoro per il teatro sussiste la particolarità di momenti narrativi che meglio definiscono il carattere dei personaggi. I rapporti, per esempio quelli coniugali, si trasformano in ‘logomachia’, schermaglie su aspetti marginali ma non meno significativi. Ciò nel secondo atto. A fronte stanno sentimento e ragione, spesso causa di incomprensioni e difficoltà. Ma nei discorsi trapelano verità: “non ha alcun senso continuare a parlare” (Giorgio). C’è un matrimonio (Aurora) che non s’ha da fare. Brillante l’atto terzo ove compare la contessa Delle Rose, con una pronuncia viziata da ‘rotacismo’ che rende quasi ridicole le sue asserzioni, e pur essa riesce a dire qualche verità: “l’appavenza è molto impovtante” (rispettiamo la pronuncia blesa). Nel finale sembra che le cose si aggiustino, in ogni senso, fra tradimento e compromesso — fino a quando? Perché, se dobbiamo ascoltare Leone: “Non si conosce mai del tutto nessuno”.

Recensione
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