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Poesia. Tredici poesie, senza tener conto delle parti che le compongono: definibili, nel modo di organizzarsi, quali poemetti. Si concilia quindi ciò che scrive l’autrice: ‘continua misura di me’ (Sud V,8), col desiderio, inconscio o no, di espansione, un probabile riscontro emotivo. Come opera prima non c’è che dire: la poetessa trevigiana mostra di possedere personalità e fantasia. Difatti, la prima parte del volume (strade) nasce da Qui e si allarga ai punti cardinali. La seconda (sul melo) è quanto di più singolare si possa immaginare; non è detto però che vi sia un’identificazione, semmai un simbolo. La costruzione dei testi avviene per movimenti con indicazioni agogiche e si traduce in musicalità, di cui la natura fa parte, per un ‘canto senza peso’ (p. 51) che sussiste nella stessa realtà delle cose.

Recensione
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