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Il silenzio e la parola

Poesia. Nello sviluppo dei versi la poetica dell’autrice tende a esercitare un linguaggio alto: “In questo serotino vespro avvolgente!” (A Celestina Del Fabbro, zia prediletta). E come questa lirica altre portano una dedica nella sezione La famiglia. Il flusso continuo dell’ispirazione quindi non si ferma secondo certe norme, anche se troviamo momenti in cui l’innata musicalità viene, per così dire, regolata: “Lungo il sentiero ombroso di robinie” (Quelle corse spensierate, a Wilma) — endecasillabo; cfr. p. 124 la stessa poesia con varianti nella versificazione; identico metro si ritrova come verso-ombra in un verso di diciassette sillabe: “Per giochi tranquilli, || sui prati scintillanti di rugiada” (Un’anima spensierata) — la cesura è nostra. Notevole lo spazio riservato ai ricordi, ma è pur presente la riflessione filosofica (J’accuse).

Recensione
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