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Poesia. Con un lessico sempre elevato, la raccolta di quindici composizioni si apre in modo interrogativo, che trova un punto apicale ne Il dubbio, dove forte è ‘l’impatto di domande’. È il male, come indecifrabile parabola, a costituire il tema del libro: male che si protrae in molteplici forme, in orrori senza significato, forse proprio per ‘la caduta di senso’ (ibid.) — la storia dell’umanità è scritta col sangue. ‘Quest’atomo opaco del Male’ (Pascoli) in apparenza fuori noi, è già dentro, perciò ‘Siamo fibre dolenti’ (L’arbitrio), non docili fibre (Ungaretti). Ma si vorrebbe far notare che la silloge apre alla natura, sovente traslata (Luna), che sembra partecipe al dolore, in una beltà segreta: ‘erbe tremano ai bisbigli | di impercettibili folate’ (Luce), in cui ritrovare l’armonia perduta.

Recensione
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