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Poesia. Con un lessico sempre elevato, la raccolta di
quindici composizioni si apre in modo interrogativo, che trova un punto apicale
ne Il dubbio, dove forte è ‘l’impatto di domande’. È il male, come
indecifrabile parabola, a costituire il tema del libro: male che si protrae in
molteplici forme, in orrori senza significato, forse proprio per ‘la caduta di
senso’ (ibid.) — la storia dell’umanità è scritta col sangue. ‘Quest’atomo opaco
del Male’ (Pascoli) in apparenza fuori noi, è già dentro, perciò ‘Siamo fibre
dolenti’ (L’arbitrio), non docili fibre (Ungaretti). Ma si vorrebbe far
notare che la silloge apre alla natura, sovente traslata (Luna), che
sembra partecipe al dolore, in una beltà segreta: ‘erbe tremano ai bisbigli | di
impercettibili folate’ (Luce), in cui ritrovare l’armonia perduta.
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Recensione |
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Il tarlo di Caino. Riflessioni sul male
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poesia
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| Autori |
| • | Emanuele Giudice |
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Edizione:
Edizioni del Leone
Spinea 2011 |
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| Prefazione di Elio Andriuoli - pp. 64 |
| prezzo: € 8,00 |
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| Recensione a cura di |
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Pubblicata su:
Literary nr.6/2011
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