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Il tuo corpo elettrico

 

Poesia. Il gatto: dalla dimensione divina (Bastet) a quella demoniaca (il medioevo). E che dire dei “Cenni fisiologici e morali” di G. Rajberti? La bibliografia sarebbe sterminata. Quasi certamente il fascino del gatto sta nella sua dualità. I gatti qui ‘cantati’ poeticamente mostrano quei segni distintivi che si associano formalmente, cioè la specie (la raccolta) e il singolo (il testo). La critica ne tiene conto, ma l’esito si misura oltre lo stimolo, invero forte, o il soggetto in sé. Un rapporto affettivo che diviene simbolo o metafora: “gatta dal volto triste | la cui zampa scivola | sull’orlo della vita” (Milos). Ben si accompagnano le ‘immagini’ di Celiberti, per figure che sembrano sfuggenti. Si direbbe che questo animale dalle molteplici vite sia in grado di fissare una soglia. Un mondo sospeso tra paradiso e inferno? I nomi sono – ipotizziamo – idonei alle caratteristiche di ciascun felino. Una poesia che vive insieme a loro.

Recensione
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