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Inquieti giardini

Poesia. Se pensiamo alla poesia come un tutt’uno da cui emergono le diverse personalità, allora lo stile si nota dai particolari, quei momenti individuali che sfuggono a una omologazione che sembra appartenere allo stesso linguaggio. In Granziero la forma è variabile, di necessità occorre dire, poiché si adegua al discorso, di qui la notevole varietà formale dei testi.

Lo prevede l’autore con le sue gocce di immagini, toccando quindi i differenti punti che elusivi di un dettato strettamente logico cercano di mantenere almeno un presagio di eternità nella materia fluida senza mai approdare a un punto assoluto. Ma alla definizione di una concezione stilistica com’è quella dell’autore concorrono più elementi, per esempio il senso della luce che penetra i versi, con una lievità di tono rilevabile “nel mattino | incantato e leggero” o il senso di antico, tanto che gesti antichi lo si ritrova come passo a identificare un io creativo. Però il tempo e le stagioni incidono nel verso la loro presenza. È possibile raggiungere in poesia la purezza della parola? La lettura di queste liriche sembra confermarlo.

Non è detto che leggerezza di scrittura significhi superficialità, anzi, se ciò che è divino cammina su piedi leggeri, allora un più ampio spazio, forse infinito, si contiene in pochi versi: “A te | è affidato il | sottile ricamo | dell’universo”.

Recensione
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