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Interlunare

Poesia. Una traduzione è un ‘ricreare’ in altro modo — e cambia la percezione ‘geografica’ del segno, dei versi e persino dei significati: a quanto pare qui viene rispettato il “contenuto poetico originale”, limite ma anche possibilità di un traslato in dimensione linguistica. I testi della Atwood, piuttosto compatti, in una loro logica imprevedibile, conducono quasi sempre a un esito sorprendente. Nel bellissimo finale (cinque versi) di Capezzale c’è una trasfigurazione dal corporeo all’incorporeo.

Ci sono lati nascosti: “dea d’argilla da te scovata in un chiosco” (Precognizione) o modi etici fuori d’ogni norma (Georgia Beach). Si veda la oggettiva – ma fino a che punto? – descrizione d’un quadro di Hieronymous Bosch, o l’impressione di ciò che sembra: “ferite che loro credono stigmate” (Lettera dalla casa delle domande). Ma s’alza anche la purezza della “melodia d’argento puro” (Un sasso), finché ogni presunzione si annulla: “Perdersi è solo mancanza di memoria” (Una barca). La raccolta ha ottenuto il Premio Jacopo Allegretti per la traduzione.

Recensione
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