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La città di vetro

Narrativa. Cos’è Venezia? Difficile dire. La vicenda di Valter segna un ritorno alla città natale e potrebbe indicare un affondare nl tempo, fino a dissolversi: emblematico l’episodio del piccione (p. 45).

Poi l’incontro con Lilly, singolare guida. Nasce allora un percorso anche storico dove la musica appare spesso: Venezia è ancor oggi centro musicale di prim’ordine. A suo tempo accolse generosamente il genio di Monteverdi, però un cantore lo ingiuriò, definendolo “di una razza bozerona; ladro becco f....” con quel che segue. Lo scenario a un certo punto si anima, pur mantenendo un fondo introspettivo, grazie a una prosa lucida e minuziosa, che sa cogliere le sfumature di idee e sentimenti.

Il romanzo ricrea perfettamente la particolare atmosfera di Venezia, il cui fascino è, direi, oltremondano: “C’è sempre, nella storia di ognuno di noi, il frammento di un’altra realtà” (p. 138) — forse Venezia ne fa parte.

Recensione
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