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La follia delle parole nel Seicento e Novecento. Antiche e nuove forme di comunicazione verbo-visiva

Saggistica. Per ammissione dell’autrice questi notevoli saggi (già apparsi su riviste) potevano risultare di ‘esclusivo appannaggio di addetti ai lavori’: in realtà, invece, c’è sempre un pubblico preparato in grado di apprezzarli. Un esempio: il raffronto tra il seicento e il marinismo ‘sperimentale’ e le avanguardie novecentesche (anche se per A. Webern – vd. nota 153 p. 57 – si dovrebbe parlare di nuovo sistema su antiche forme; cfr. W. Kolneder). Nel secondo capitolo (Itinerari e percorsi poetici del Novecento) viene in luce il senso della scrittura, di per sé doppiamente riflessa tra ciò che l’autore vuol dire e ciò che il lettore percepisce. Fino al nonsenso: ma anche in un’ipotesi aleatoria o casuale l’intervento umano ne determina la ‘fissità’. Altri saggi presentano l’indagine su procedimenti non solo letterari. Numerose le note e ricca la bibliografia.

Recensione
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