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La memoria, Kantana, l’Utopia

Poesia. Come è riportato nella premessa, i tre ‘sostantivi’ che compongono il titolo si riferiscono alle radici (la memoria), al mondo indecifrabile odierno (kantana) e al segno di un mondo migliore (l’utopia), senza dimenticare in quest’ultimo caso che l’utopia di Tommaso Moro aveva anche un risvolto ironico o istrionico, poi col tempo divenuto luogo ideale.

Nell’affrontare un lavoro impegnativo come questo è necessario rendersi anzitutto conto di un lessico molto particolare, che non di rado – come giustamente è stato fatto – è supportato da note a piè di pagina. Forse oggi si è perso il gusto per le parole meno note, il cui fascino invece nasconde una profondità semantica che è propria di tutte le lingue e specificamente dell’italiano. Per esempio: bruzzolo, il primo apparire dell’alba, a quel che risulta è stato usato da pochi autori, tra cui il poeta F. Cherubini.

Sarebbe tuttavia riduttivo considerare lo stile di Tufarolo solo per il lessico: ben altra e importante è la sua cifra stilistica. Perché emerge un tipo di scrittura sovente pietrosa nel senso cui vanno interpretate le composizioni di Michelangelo. La durezza fonica e non di rado fonosimbolica produce esiti davvero inusitati. A ciò si deve aggiungere che le metafore realizzano una originalità finora sconosciuta, vincolate a una ispirazione che è logica e nello stesso tempo ricca di fantasia: “Nella notte, tra suoni d’infiniti càlami” (Visioni).

E tali esperienze dell’io, per citare il poeta, si riflettono su tutta la raccolta e la connotano, non rifiutando peraltro, allorché il tono diviene più ‘tradizionale’, il sentimento di bellezza implicito nella parola creativa: “Gli alberi, nell’alba primaverile, | contemplano viandanti ai margini del bosco” – ecco un metodo singolare per capovolgere l’ottica di un’umanità presente in ogni esistenza.

Quel fervore di immagini increate e quindi fuori dei canoni già usurati dal tempo, proprio attraverso una linea continua che attinge a princîpi di ordine morale, rende la poetica del Nostro distinguibile, da affrontare con una completa apertura mentale al fine di rilevarne i preziosi contenuti, trasformati dall’estro in un’armonia percorsa da significative dissonanze.

Recensione
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