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La meteora di luglio

Narrativa. Le difficoltà di un romanzo storico consistono anzitutto nel saper ricreare il clima del tempo, cosa che a Lo Monaco riesce benissimo. I personaggi, fra i quali prende rilievo Bernardino, mettono a confronto le loro idee, che per l’epoca (siamo nel sec. XVI) risultano non di rado in odore di eresia: si veda l’Epilogo. L’interesse per il raffronto tra le varie posizioni è tale che le pagine scorrono veloci, tanto che alla fine viene spontanea la fatidica domanda: qual è la verità?

Alcune asserzioni però ci illuminano: solo in un mondo incorrotto si è liberi (cfr. p. 31) oppure “dove c’è mondo non c’è Dio” (p. 97), il che sembra quasi ritenere il mondo creazione non divina. Poi c’è la meteora, e qui l’autore mostra una ragguardevole forza descrittiva, che ritroviamo anche altrove, per es. a p. 58: “fulminei colpi di vento sbattevano gli alberi e sollevavano terra sulla strada in vortici rossastri”. Romanzo storico-filosofico concettualmente ricco e di uno stile scorrevole ma elevato.

Recensione
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